Link Baiting

Link Earning: Come ottenere Link Naturali

Introduzione

Per Google i link vanno meritati e non acquistati: questo da anni e’ il messaggio di Matt Cutts e Johannes Mueller: ai fini di ottenere un ottimo posizionamento su google in prima pagina sano e duraturo al riparo da rischi non bisogna comprare i links. Questo e’ il significato di link earning. Del resto un sito che ha davvero successo riceve ogni giorno in modo naturale citazioni, menzioni naturali di rimando appunto al proprio sito. Ma i clienti delle web agency spesso non hanno voglia di creare validi editoriali (blog) all’interno dei propri siti e sono proprio loro a richiedere di adire la via breve con la scorciatoia dei link a pagamento. Ma a livello di Brand Awareness conviene anche e soprattutto economicamente investire alla lunga sui contenuti, diventando credibili, visibili e appunto autorevoli. Questo in parole povere il significato del concetto di link earning (guadagno) o link baiting (adescare-pescare).

Acquisire link naturali, il significato della link earning

I siti che ottengono link naturali sono quelli con articoli scritti con tanta passione per l’argomento da parte dall’autore in modo da avvolgere chi leggere in un’atmosfera trascinante. Non si parla quindi di quei giovani copywriters che in cambio di pochi euro devono scrivere testi di bassa qualità imbottiti di keys. Gli articoli di cui parliamo vien da se’ che vengano condivisi e generino menzioni e citazioni proprio dagli utenti di internet in un flusso naturale. Google stesso capta subito se un link ricevuto scaturisce da un commento gradito al pubblico o no. Quando si parla di link earning occorre quindi creare contenuti originali e anche affascinanti, senza fare un collage con gli articoli estrapolati da internet come spesso succede (tecnica black hat article spinning). L’esperienza di chi scrive porta a consigliare di orientarsi verso un topic che appassioni intimamente chi scrive: anche se è un argomento tecnico, la forte predisposizione all’argomento abbatterà più facilmente ogni tipo di barriera comunicativa e approfondire l’argomento come merita non sarà poi cosi ostico rispetto a chi non ha passione e attitudine per quell’argomento appunto.

I Comunicati Stampa: l’importanza delle pubbliche relazioni sul web

Il comunicato stampa non va confuso con la tecnica black hat dell’article marketing: in questo caso si hanno richieste di pubblicazioni a volte in modo automatico a siti di comunicati stampa con articoli meramente pubblicitari. Al fine della link building si ricorda che tali link di ritorno hanno utilità prossima allo zero e vengono quasi sempre cestinati dai programmatori dei siti. Per fare digital PR invece bisogna scrivere un comunicato stampa ad arte e la cosa non e’ facile tanto e’ vero che molte aziende si rivolgono alle agenzie le quali conoscono i canali pertinenti a ogni settore. Lo scopo del comunicato stampa e’ creare un tessuto di condivisione coi giornalisti. Una rete feconda di collaborazioni che non può non essere disgiunta dall’iniezione di contenuti originalissimi nel web tramite appunto il comunicato stesso.

Un esempio di Comunicato stampa vincente:

  • Titolo accattivante e originale
  • Stampo professionale non amicale
  • Links di approfondimento
  • Elenco puntato con i sottoargomenti principali

Ecco un chiaro esempio di Link Earnig: i giornalisti “abboccheranno” all’amo gustoso di un argomento innovativo e vista la loro tipica curiosità condivideranno in rete e su siti orizzontali i contenuti contattando il proprietario del sito da linkare. Si puo’ parlare di guide su come arredare la casa (per fare un esempio) ma anche di infografiche illustrative e descrittive.

Lo stretto legame tra i link naturali e i contenuti di qualità

La link Earning

L’imporanza di scrivere ottimi contenuti di qualità al fine di creare valore condiviso nelle rete e nella società

L’arma a doppio taglio dei Social

Premessa:

  • vale se si offre un sito orizzontale  =>argomenti utili a dipanare i dubbi e le ansie sociali. (non si parla dunque di siti verticali istituzionali)
  • questo e’ il mestiere del Media Marketing e Personal Branding non del Seo tantomeno del Link Builder => a ciascuno il suo.(ma ne accenniamo qualche fondamento).

Veniamo al nocciolo della questione: Facebook. E’ facile avere un minimo di seguito su questo social media se si ha un contenuto da offrire. Ma e’ un’arma a doppio taglio. Si possono trovare persone che apprezzano e sono anche entusiaste dei contenuti offerti o dei prodotti ma si puo’ anche incappare in una manciata di secondi in persone ignoranti e offensive. Occorre essere preparati e rispondere con educazione e pacatezza in quanto un commento negativo mal gestito si potrebbe rivelare un vero e proprio boomerang contro il nostro Brand. Le persone su questo social sono bombardate da input ogni istante: lasciando loro un po’ di curiosità  si diventa “preziosi” facendo in modo che siano loro a ricercarci incuriositi appunto dai nostri contenuti molto particolari. Facebook ma anche tutti i social per contro se ben gestiti potrebbero portare a traffico diretto molto superiore di quello organico.

Le pubbliche relazioni vecchia maniera: Radio, Televisione e Riviste

Il mondo virtuale puo’ influenzare tutto cio’ che non e’ internet e viceversa. Una realtà aziendale per fare brandness non deve trascurare questo aspetto. Una volta creati contenuti unici e di altissima qualità occorre sfruttare qualsiasi mezzo o mass media per far circolare il messaggio veicolandolo al Brand verso la gente.

Il concetto sempre attuale dell’Author Authority

Fino a quattro anni fa era molto forte il concetto di authorship di Google+. Un autore era autorevole se oltre a contenuti di qualità era lui stesso molto credibile nella fitta rete di contatti su Google+. Questo concetto e’ stato abbandonato da Google stesso perche’ con l’entrata in campo del web semantico e in particolar modo delle entity,citation e mention, si creava un conflitto di gestione e di incrocio tra questi dati. Google decise di dare più prevalenza alle pagine web tralasciando i markup dell’Authorship (dati pur sempre di un Social e quindi in secondo ordine di prevalenza). Oggi per rendere autorevole il proprio sito c’e’ un unica strada: proporre contenuti di qualità il che sarà come un ottimo biglietto da visita per iniziare a parlare e condividere nuovi contenuti appunto con gli altri. Lo si può fare vis a vis nei meeting di settore, nelle fiere e nei congressi dove già con una stretta di mano può cominciare una bella collaborazione e amicizia. Google capta l’entità della PERSON nel web perchè attraverso la condivisione e conversazione si avranno contenuti profilati che porteranno a link naturali.

Come si creano contenuti di qualità che siano graditi a Google e agli utenti da far si che scaturiscano link naturali, guadagnati (link earning)?

Posto che e’ superatissimo il concetto di parole chiave come tags, occorre capire il Search Intent di chi cerca in rapporto ad una Query:

Transazionale=>voglio comprare=>voglio andare in quel posto=>cerco un dentista: si sa quel che si cerca e Google offre subito una risposta pertinente.

Navigazionale: Esempio “come si fa seo+Giorgio Tave”= un brand e’ riconosciuto autorevole e viene associato ad un concetto informazionale. Quindi la query navigazionale e’ associata a quella informazionale ma non disgiunta dal brand.  Quando un articolo offre un contenuto informazionale in relazione ad un ask preciso e lo cerca sempre riferito ad un brand si chiama INFORMATIONAL CONTENT.

Informazionale=>Come si paga il bollo=>Dove, Come, Quando appunto.  Si tratta dei contenuti più importanti da creare perche’ se nel Title sono associati ad un Brand porteranno ad un CTR più alto. Esempio chi vende gioielli se nel suo blog ospita un articolo “come si misura un anello da donna” avrà fatto un buon lavoro e non tarderanno i click. I contenuti informazionali sono molto importanti e occorre strutturarli cercando di dare le risposte che vuole l’utente e non tante altre superflue. Occorre fare un lavoro certosino a mano strutturando l’articolo con un argomento principale (Query) piu’ sotto argomenti H2 suddivisi a sua volta in H3 (approfondimenti). H2 e H3=>ulteriori intenzioni di ricerca.