Tecniche Black Hat Seo

BLACK HAT SEO: TECNICHE NELLA LINK BUILDING

Introduzione

Quando si punta ad ottenere risultati velocemente si praticano campagne di link building aggressive per ottenere un posizionamento nel giro di pochi mesi. E’ il caso di aziende, per fare uno dei tanti esempi, che vogliono vendere online merce stock a magazzino nel giro di dieci mesi senza preoccuparsi troppo sapendo che andranno in contro quasi certamente a penalizzazioni. Tale pratica pero’ e’ messa in atto anche da Web Agency prive di senso etico che in cambio di grossi profitti conducono una link building scellerata a danni di ignari clienti praticando appunto la Black Hat Seo.

Sostanzialmente fare link building con tecniche black hat significa optare massivamente per una grande quantità di link con ancore secche esatte a scapito dei link di qualità. Inoltre la tecnica viene applicata a costo zero e l’unico obiettivo e’ manipolare la SERP. Spesso come accennato il Cliente non sa cosa sta succedendo al proprio dominio: non sa che il suo sito verrà quasi certamente penalizzato. In questo articolo si parla della link building black hat a scopo di conoscerla a fondo ma praticarla non rientra nell’ottica Etica di SeoEtica.

Un altro aspetto comune a tutte queste tecniche e’ l’automazione e il risparmio di tempo nell’ottenere grossi quantitativi di link a costo quasi zero.

Il rilascio da parte di Google di Penguin 4.0 ha fatto si che fossero filtrati i link spam neutralizzando il valore dei link non naturali. Dopo una prima fase di pulizia delle serp durata circa due settimane ha cominciato a comportarsi come segue.

Links aggressivi con ancore manipolative.

In questo caso dopo un ascesa veloce in Serp la pagina ma anche il dominio comincia a non rankare più come prima,e nemmeno dopo aver rimosso il link sospetto la penalizzazione scompare. Si ha una sorta di stand by temporanea di penalizzazione algortimica.

Links di Qualità.

I link invece di qualità hanno un impatto positivo maggiore e nel minor tempo possibile (20 giorni circa) sul dominio con Penguin 4.0 rispetto a quanto succedeva prima del 2016.

Links Spam.

Come accennato nell’introduzione i link in entrata spammosi vengono filtrati da Penguin 4.0. Non e’ certo ma è dimostrato in modo empirico su larga scala che non si ha una vera e propria neutralizzazione ma una sorta di sterilizzazione, un non tenerne in considerazione. Questo per fortuna anche nel caso della negative link building.

Dopo aver fatto questa distinzione parleremo di alcuni tipi di links adottati da chi pratica tecniche di Black Hat Seo.

Link Spam nei Forum

Di forum specifici di settore ne esistono davvero pochi al giorno d’oggi. Quelli in uso spesso (in PHPBB) non essendo curati lato programmazione producono falle informatiche negli script offrendo una porta aperta a molti hacker che vi iniettano links nelle pagine con i famosi programmi IPB, phpBB, Icon Board, VBullettin e altri.

Black Hat Seo

Una bella foto che rende bene l’idea di una PBN una tecnica Black Hat Seo rischiosissima

Blog Spam

Un tempo nei commenti dei forum si potevano inserire dei link follow. Oggi sono quasi tutti no follow e moderati con la piattaforma WordPress e anche filtrati oltretutto con Disqus o Facebook. Il commento pertinente e rilevante fa bene a chi lo riceve e a chi lo fa ai fini del posizionamento (menzione/citazione)  ma utilizzare un sistema automatizzato di iniezione spam di links nei forum non porta a grandi risultati. Occorre precisare che nel lay-out delle strategie di link building sono importanti i nf nella proporzione 1 df->4 nf per neutralizzare il profilo link. Dunque se sono commenti fatti bene con piccole locuzioni a tema sull’articolo sono positivi.

DD – DDR

Con Stercompass.org si possono selezionare i domini prossimi alla scadenza in base al topic. Una volta acquistati si hanno due opzioni: ripristinare i contenuti nelle urls in base a webar-achive.org oppure creare nuovi contenuti sulle medesime urls. Il dominio scaduto non deve essere deindicizzato, l’operazione quindi deve essere effettuata ex abrupto. A questo punto il dominio droppato puo’ essere redittato al proprio dominio (DDR) che a sua volta può far parte di un multi tier oppure usato per propri progetti (DD). Nel primo caso il DDR e’ un “convogliatore” di link juice e basta. Esiste un florido mercato intorno ai DD. Si ricordi che spesso sono siti che hanno links autorevoli anche da Enti Pubblici i cui programmatori non tarderanno a scoprire il cambio di gestio del dominio che ospiterà articoli con links in uscita. L’acquisto di links da questi domini può servire per ottenere una spinta di link juice che può bruscamente calare per quanto descritto sopra. Inoltre chi droppa questi siti punta velocemente a far cassa e quindi hanno una ZA prossima allo 0. (zero contenuti <->zero visite)

SBN

Una Shared Blog Domain è una rete di proprietari di attività reali di siti vetrina o e-commerce o professionisti Seo ma con blog interno al fine di ospitare articoli pertinenti al topic di altri imprenditori o professionisti con link in uscita follow. I siti possono essere di proprietà come più spesso accade delle Web Agencies. La rete e’ organizzata ex regole rigide: numero massimo di guest, alta qualità di contenuti. Ci sarà un gestore esterno che stabilisce delle regole ferree. Il Link Farm Evolution oggi si trova solo nel linguaggio php. Rispetto alle PBN il sistema e’ meno rischioso e più redditizio. E’ una tecnica Black Hat perche’ gli utenti pagano (poco) per pubblicare un guest.

Template di WordPress o altri CMS

Si tratta della tecnica giveaway che consiste nel creare un template gratis di WordPress mettoci un link in uscita nel footer (verso il proprio dominio) e inserendo tale template nella directory ufficiale di WordPress.org. Per evitare penalizzazioni si farà attenzione ad usare ancore non aggressive, usando dei sinomini ad esempio, il link sarà solo nella home oppure anche nelle pagine interne ma utilizzando delle key nei vari Title.

La struttura multi tier PBN

Molte agenzie di taglio medio-grosso invece creano dei siti utilizzando entità autonome di domini separati e con contenuti di gran qualità aggiornati da utilizzare per la link building dei propri clienti. I contenuti sono aggiornati e i links in entrata provengono da siti autorevoli.

Nelle PBN notiamo invece:

I siti sono linkati insieme formando una network

Presenza di link “spazzatura” nei tiers più lontani dal tier1 e sito principale

Poco traffico organico (ZA ->Bassa o zeo=0 cotenuti)

Contenuti riportati (copiati) non rankanti e performanti in in SERP acquistati a pochi a euro.

Google individua molto facilmente una PBN. Per mettere in maggiore “sicurezza” una PBN ma senza peraltro abbassare del tutto il rischio occorre:

Usare IP differenti completamente

La triangolazione dei links senza reciprocità:  sito 1 -> sito 2 ||  sito 2- > sito 3 || sito 3 -> sito 1

Struttura multi tiers: suddivisione della PBN in sotto livelli. I livelli più bassi ospitano siti di bassa qualità con links di qualità inferiore. I tier invece che si avvicinano al sito principale hanno link in uscita ragguardevoli da utlizzare. Se fatta bene una BPN non viene riconosciuta facilmente da Google ma un link builder la rileva più facilmente e c’e’ il rischio di una segnalazione da parte di un competitor facendo uso di questo strumento di google cliccando qui.

Directory Submission

Molti spammer vecchia scuola ricorrono alle directories che non servono a niente lato link juice.

Per velocizzare il tutto si ricorre a Submiteaze o Directory Submitter che con un minimo di configurazione scovano le directories con giuste tematiche in topic e inseriscono i dati nella propria scheda Aziendale. Utili anche Directorymaximizer e submitegeseo.com. Come specificato l’iscrizione alle directories non serve a niente: in fondo si tratta di un contenitore di links in uscita senza contenuti. Le directories importanti in Italia sono solo dalle tre alle quattro massimo.

Widget Link

Si tratta di script che aggiungono dati extra a quelli di base di vari cms: ad esempio il meteo, le icone di condivisione o l’andamento della borsa. Quando si installano succede la stessa cosa dei template link: “parte” un link in uscita follow al sito di chi fornisce il servizio.

Tale pratica in concomitanza con Penguin 4.0 Google ha dichiarato che e’ nel proprio mirino del algoritmo antispam.

Social Bookmarking

Si hanno dei siti con liste bookmark private o pubbliche organizzate per TAGS. Sono pari alle directories quindi presentano una link juice pari allo zero.In modo fraudolento vengono create delle false email per generare account e intromettersi dei bookmark automatici creando una quantità di link spam al proprio sito. In Italia non sono presenti.

I Tools per Link Builder Black Hatter utilizzati per automatizzare i relativi processi sono quelli che:

Servono a carpire liste di mail di possibili siti partner per scambio link e processo di outreach;

Servono a creare account in serie sui blog e forum per iniezioni di menzioni del proprio Brand in modo artificioso;

Servono a praticare l’Article Spinning su articoli dei concorrenti da riprodurre nel proprio sito;

Servono a iscriversi in modo massivo il dominio su più directories (risultato infima link juice);

Generano in modo automatico account email con Ip differenti e dati anagrafici diversi;

Automatizzano la procedura di pubblicazione di contenuti sul proprio sito.

Approfondimento: Quando un e-commerce ha migliaia di prodotti con schede tecniche descrittive eguali  si puo’ praticare in modo corretto questa volta la tecnica black hat del text spinnig. Usando lo script Spintax ad esempio si possono riprodurre nella lingua corrente testi molto diversi tra di loro generando frasi diverse con identico Intent in modo da aggirare Panda nel non creare duplicate content. 

Conclusione: queste tecniche di Black Hat Seo praticate nella link building sembrano in apparenza una scorciatoia per scalare la Serp ma mettono a repentaglio la salute di un sito e lo espongono a rischi di penalizzazioni spesso non rimediabili.